Cosa ci possono dire le quote di chiusura sull'aspettativa di profitto?

Utilizzare le quote di chiusura per misurare il valore previsto

Gli andamenti tipici delle quote in una partita di calcio

Utilizzare le quote di chiusura per verificare la credibilità degli informatori di scommesse

Analizzare le proprie scommesse utilizzando l'andamento delle quote

Cosa ci possono dire le quote di chiusura sull'aspettativa di profitto?

Calcolare quanto ci si può aspettare di vincere, mediamente, per ogni scommessa che si piazza è una parte importante delle scommesse. Nonostante le quote di chiusura di un evento si conoscano solamente una volta che è iniziato, queste possono essere comunque utilizzate per misurare l'aspettativa di profitto di una scommessa. Vuoi sapere come? Scoprilo continuando a leggere.

Il valore previsto è la somma che uno scommettitore può aspettarsi di vincere o perdere se scommette sulle stesse quote molte volte, il dato si calcola attraverso una semplice equazione in cui si moltiplicano le probabilità di vittoria con la somma che è possibile vincere per scommessa e sottraendo la probabilità di perdere moltiplicata per la somma persa per scommessa. Ma come facciamo a calcolarlo?

Questo articolo ha l'obiettivo di rivisitare un metodo che ho presentato in passato, vale a dire utilizzando le quote di chiusura, per misurare il valore previsto di una scommessa e vedere cosa ci possono dire riguardo alle nostre aspettative. In questo modo saremo in grado di capire quali sono gli informatori che hanno dei risultati troppo positivi per essere veri.

Valore previsto rivisitato

Se piazziamo una scommessa con una quota di 2,10 che ha una probabilità reale di vittoria del 50%, la nostra equazione per calcolare il valore previsto è la seguente:

VP = ($ 1,10 x 50%) – ($ 1,00 x 50%) = 5%

Un metodo più semplice per poterlo calcolare è dividere le quote reali per quelle senza margine, che rappresentano l'opposto della probabilità di vittoria reale, in questo caso 2,00.

VP = 2,10/2,00 = 1,05 (o 105%)

Nel primo esempio, la cifra del VP è la percentuale dell'aspettativa di profitto rispetto alla somma giocata (POT). Nel secondo caso è la percentuale dell'aspettativa del ritorno sull'investimento (ROI). Bisogna ricordarsi che ROI = POT + 1.

Io preferisco il secondo metodo ed è, quindi, quello che userò nel resto di questo articolo.

Utilizzare le quote di chiusura per misurare il valore previsto

Nel 2016 ho scritto un articolo in cui ho esaminato come le quote di chiusura possono essere utilizzate per misurare il valore previsto di una scommessa. Ovviamente si tratta di uno studio retrospettivo, non siamo in grado di conoscere le quote di chiusura di una partita fino al fischio d'inizio, ma in quel momento sarebbe troppo tardi per scommettere. Tuttavia, possiamo utilizzarle per verificare se abbiamo realmente un valore previsto che pensavamo di aver trovato con altri mezzi. Più specificatamente ho formulato la seguente ipotesi:

Il rapporto tra le quote su cui scommettiamo e le quote di chiusura, fornisce una misura accurata del valore previsto di una scommessa.

In questo esempio ho utilizzato il rapporto delle quote di apertura e quelle di chiusura. Dopo aver verificato questa ipotesi su un vasto campione di partite di calcio (132.645 in totale), ho trovato una correlazione molto forte tra il rapporto e i ritorni reali che una persona avrebbe realizzato. Ad esempio, per le partite in cui il rapporto delle quote di apertura e quelle di chiusura era di 1,05 i ritorni reali furono di circa il 105%. Quando il rapporto era di 1,10 i ritorni erano di circa il 110% e così via.

Questa analisi di dati aggregati non ci può dire se abbiamo il vantaggio che il rapporto indica su ogni singola scommessa, ma il dato, con una media su molte scommesse, ci fornisce una misura molto utile per calcolare il valore previsto e i ritorni previsti.

Gli andamenti tipici delle quote nel mercato di scommesse di una partita di calcio

Le quote cambiano perché il mercato acquisisce informazioni su una squadra e questo influenza il modo in cui gli scommettitori puntano su quella squadra in modo da influenzare le quote che il bookmaker offre. 

Il pensiero comune è che quando un numero maggiore di scommettitori punta su una squadra le quote si abbassano, mentre se il numero è minore le quote si alzano (nonostante si possa dire che a volte i bookmaker decidono di contraddire questa filosofia se pensano che la maggior parte degli scommettitori stia agendo in maniera non razionale).

Alcune informazioni significative su una squadra, quando raggiungono il mercato, possono cambiare le quote in maniera più decisa, mentre altre meno. In che misura cambiano le quote per una partita di calcio?

Utilizzando un campione ancora più grande rispetto a quello precedente (162.672 partite in totale), ho calcolato i rapporti delle quote di apertura e quelle di chiusura per tutte le squadre che hanno giocato in casa e in trasferta, dopo aver rimosso il margine delle scommesse di Pinnacle. I dati spaziavano da 0,18 a 4,36 con una media di 1,003 e una deviazione standard di 0,12.

La deviazione standard fornisce una misura di come varia un insieme di dati. In questo campione tre quarti dei rapporti delle quote si è attestato tra ±0,12 rispetto la media, vale a dire tra 0,88 e 1,12. Quindi, pur essendoci qualche eccezione come quella da 0,18 o da 4,36, molti andamenti delle quote tra l'apertura e la chiusura del mercato sono stati piuttosto limitati, come mostrato nell'illustrazione qui sotto.

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Un'osservazione più attenta all'andamento di quote diverse

Osserviamo più da vicino diversi valori delle quote. I seguenti grafici mostrano che più le quote sono basse minore è la deviazione standard dei rapporti tra le quote di apertura e quelle di chiusura. Bisogna ricordarsi che la deviazione standard per l'intero campione è di circa 0,12. Si tratta di un rilevamento poco sorprendente, quote più alte sono accompagnate da una maggior incertezza e varianza.

Le notizie che influenzano le scommesse su una squadra possono avere un maggior impatto per squadre con quote più alte. La variabilità negli andamenti delle quote tra l'apertura e la chiusura del mercato è, più o meno, proporzionale al logaritmo delle quote.

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Forse possiamo illustrare meglio la misura in cui cambiano le quote di apertura rispetto quelle di chiusura per diverse quote con il seguente grafico che mette a confronto la distribuzione dei rapporti delle quote di apertura e chiusura per tre diverse quote di apertura (senza margine): 1,25, 2 e 10.

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Per quote basse la distribuzione degli andamenti delle quote è meno ampia rispetto a quella per le quote alte. Al contrario, la distribuzione è più ampia per quote alte. Un terzo dei casi con quote di apertura di 10 aveva un valore previsto maggiore del 110%, se ci si basa sulle quote di chiusura. Mentre, per le quote di 1,25 era inferiore all'1%. Ancora una volta non si può dire che sia una rivelazione. Dopotutto il valore previsto massimo possibile per una quota di 1,25 sarebbe del 125%. Tuttavia, è utile mostrare la misura dell'andamento delle diverse quote.

Profittabilità prevista

Grazie a queste informazioni possiamo formulare un'idea riguardo alla misura di profittabilità sul lungo termine realisticamente possibile. Se un numero relativamente basso di scommesse su partite di calcio ha un valore previsto significativo secondo la nostra ipotesi sul rapporto delle quote di apertura e chiusura, allora le nostre aspettative dovrebbero moderarsi.

La media di tutte le scommesse con valore previsto positivo è stata di 108,8%, con una mediana di 106,0%, mentre solamente il 2,8% dell'intero campione ha avuto valori previsti superiori al 125%. Utilizzando queste osservazioni non dovremmo aspettarci di avere dei ritorni del 130%, 140%, 150% o superiori sul lungo termine.

Il pensiero comune è che quando un numero maggiore di scommettitori punta su una squadra le quote si abbassano, mentre se il numero è minore le quote si alzano (nonostante si possa dire che a volte i bookmaker decidono di contraddire questa filosofia).

Semplicemente non ci sono sufficienti opportunità disponibili in cui le quote si muovono in maniera così significativa per i nostri ritorni previsti superiori al 130%. E certamente non ci si può aspettare di trovare tutte le possibilità, dopotutto dobbiamo scommettere prima che si conoscano le quote di chiusura, e di non fare errori durante il processo; semplicemente c'è troppa casualità nelle scommesse sportive ed è impossibile avere sempre ragione.  

Certamente sul breve periodo possiamo e dovremmo avere risultati migliori, ma si può dire che questo sia dovuto alla fortuna e che il valore previsto non ha nulla a che vedere con questo.

Potremmo essere incoraggiati dal potenziale di un valore previsto superiore con scommesse su quote più alte come mostrato nelle tabelle qui sotto. Ma ci stiamo dimenticando del margine imposto dal bookmaker. L'analisi finora si basa su quote a cui è stato rimosso il margine. Se si applica il margine (con una media di circa il 2,5%) alle quote di Pinnacle sulle partite di calcio, un VP del 100% comporterebbe un aspettativa negativa.

Inoltre, a causa della distorsione favorito/sfavorito assai comune quando i bookmaker applicano il loro margine (il che significa che il margine non è applicato in maniera uguale sulla vittoria della squadra che gioca casa, sul pareggio e sulla vittoria della squadra in trasferta) più alte sono le quote maggiore sarà l'aspettativa negativa delle quote senza margine.

La seguente tabella mostra una relazione idealizzata tra le quote di Pinnacle sulle partite di calcio e il margine specifico applicato alle quote del mercato 1X2. Una quota di 10,00, ad esempio, avrà un margine di circa il 10% (decisamente superiore al margine medio del 2,5%). Di conseguenza, se la quota chiude a 9,00, un rapporto tra l'apertura e la chiusura di 1,11, questo significa che le quote originali hanno un VP positivo minimo. 

Scommettere su quote più alte potrebbe offrire maggiori opportunità di andamenti delle quote e valore previsto maggiore, ma il margine maggiore applicato a quelle quote dal bookmaker ridurrà significativamente il loro potenziale. 

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Utilizzare le quote di chiusura per verificare la credibilità degli informatori di scommesse

In un precedente articolo ho descritto in che modo il test di Wald-Wolfowitz sulla casualità può essere utilizzato per verificare la credibilità della cronologia di selezione di un informatore. Possiamo migliorare questo processo utilizzando l'ipotesi delle quote di chiusura.

Sapendo che i ritorni reali sono legati, in maniera significativa, al rapporto tra le quote giocate e quelle di chiusura, possiamo utilizzare questa informazione per verificare se i dati pubblicati da un informatore mostrano che ci sia questo genere di correlazione. Ad esempio, se le selezioni di un informatore indicano un ritorno sugli investimenti del 120%, le puntate effettuate mostrano un rapporto tra le quote di apertura e quelle di chiusura di 1,20? Vediamo un esempio.

Un informatore online (parte di una rete di servizi per la fornitura di informazioni) sostiene di avere una percentuale di successo dell'80% (sulle scommesse 1X2, under/over ed handicap asiatici), che lo rende uno dei siti Web di informatori per le scommesse migliori al mondo. 

Gli informatori potrebbero sostenere che le quote di chiusura non hanno nulla a che vedere con i risultati. È vero, ma la nostra ipotesi implica che hanno a che fare con i ritorni previsti.

Osservando le selezioni, possiamo notare che la maggior parte delle quote ha un valore compreso tra 1,7 e 2,1. Guardando i risultati pubblicati degli ultimi tre mesi, l'informatore mostra un ritorno sull'investimento del 138,6% su 839 selezioni con una quota media e mediana, rispettivamente di 1,93 e 1,90. Utilizzando l'ipotesi della quota di chiusura possiamo sostenere che queste selezioni solitamente si abbassano con un fattore di circa 1,40. In altre parole, una scommessa selezionata con una quota di 1,90, in media, dovrebbe abbassarsi a circa 1,35 prima del calcio d'inizio.

Utilizzando le nostre precedenti analisi sappiamo già che una quota che si abbassa così tanto è incredibilmente rara. Per una quota di 1,90, la deviazione standard nelle quote di apertura/chiusura è di circa 0,08, vale a dire una quota di chiusura di circa 1,76. Una quota di 1,35 rappresenta una deviazione standard cinque volte maggiore dalla media.

Nel mio campione ci sono 50.149 quote di apertura di Pinnacle (con dati che risalgono fino a 10 anni fa) tra 1,70 e 2,10 e solo in sette casi si sono abbassate con un fattore superiore a 1,40. Dovremmo, quindi, credere che questo informatore abbia trovato, potenzialmente, quasi 7.000 scommesse con un valore simile dal 2015.

Questo vorrebbe dire che ha selezionato le sue puntate da un insieme di 50 milioni di possibili scommesse in un periodo di tre anni. Considerando la limitata offerta dei mercati su cui gioca, queste cifre sono completamente assurde.

Diamo un'occhiata ad alcune delle sue selezioni recenti. 

Analisi dell'andamento delle quote delle selezioni dell'informatore

Selezione

Quota pubblicata dall'informatore

Quota di chiusura di Pinnacle

Russia contro Croazia over 1,75

1,74

1,69

Cork City contro Shamrock Rovers -0,75

1,88

2,07

Derry City contro Limerick over 2,75

2,05

1,70

Brasile contro Belgio over 2,5

2,03

1,85

Uruguay contro Francia over 1,75

1,72

1,82

Colombia contro Inghilterra +0,5

1,81

1,81

Belgio contro Giappone over 2,5

1,94

1,77

Brasile contro Messico -1

1,85

1,79

Fjolnir contro Fylkir over 2,75

1,86

1,68

Croazia vincente contro la Danimarca

1,75

2,04

Si tratta di un campione di selezioni piccolo, ma il modello è chiaro, alcune selezioni che consiglia sono più basse e altre più alte. Il cambiamento medio è stato di 1,03 verso le quote di chiusura più basse, necessario appena per coprire il margine di Pinnacle a quelle quote, ma non l'1,40 che stavamo cercando.

Informatori, come quello che abbiamo osservato, potrebbero sostenere che le quote di chiusura non hanno nulla a che vedere con i risultati. È vero, ma la nostra ipotesi implica che hanno a che fare con i ritorni previsti.

Sul lungo periodo i bookmaker pubblicano quote piuttosto precise, non commettono una quantità di errori che i risultati mostrati sopra potrebbero suggerire. E nel caso li commettessero, le informazioni che l'informatore osservato immette sul mercato consigliando le selezioni lascerebbero una traccia evidente. Se uno scommettitore fosse così bravo non passerebbe inosservato. O nessuno ha notato questo informatore (e molti altri come lui) o quello che sostiene non è vero. Qual è il caso più probabile?

Analizzare le proprie scommesse utilizzando l'andamento delle quote

Possiamo utilizzare la nostra ipotesi per determinare se la nostra cronologia di scommesse mostra che abbiamo delle capacità. Nel caso le mostrasse, potremmo dire che i bookmaker considerano rilevanti le informazioni che immettiamo sul mercato delle scommesse. Nel caso fossero assenti, potremmo essere obbligati a considerare la possibilità di essere stati semplicemente fortunati. 

Bookmaker come Pinnacle utilizzano le quote di chiusura come un metodo per identificare scommettitori capaci. Se si trovano giocatori che battono in maniera continua le quote di chiusura superando il margine, questi sono segnalati e utilizzati per creare un mercato per le scommesse più efficace dal punto di vista delle scommesse, questo permette di mantenere gli errori nelle quote a un livello minimo sia per quanto riguarda la quantità sia la grandezza.

Di conseguenza, la gamma di profittabilità prevista che dovremo accettare è relativamente ristretta. Le prestazioni che gli informatori che pubblicano risultati come quelli mostrati in precedenza sostengono di avere sono semplicemente impossibili. Non bisogna aspettarsi di raggiungere risultati del genere e nel caso si senta qualcuno sostenere di averli raggiunti sapremo che sta dicendo il falso.

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