Applicare la finanza comportamentale alle scommesse

Applicare la finanza comportamentale alle scommesse
Le quote rappresentano le reali probabilità di un risultato? Una visita di piacere in biblioteca e la scoperta di un testo universitario spesso citato è quello che ha spinto Dominic Cortis a scoprire la ragione per cui le quote si scostano dai risultati reali. Continua a leggere per scoprire cosa possono imparare gli scommettitori dalla finanza comportamentale.

Qualche settimana fa, mi trovavo in biblioteca e ho notato il libro "Misbehaving: The Making of Behavioural Economics" di Richard H. Thaler - un testo universitario che viene spesso citato nel settore - e mi sono sentito in dovere di prenderlo in prestito come lettura estiva. L'idea principale del libro è quella di confutare il postulato dell'economia tradizionale che sostiene che i mercati siano modellati da forze razionali. Questa è la ragione per cui ho iniziato ad approfondire le audaci teorie della finanza comportamentale. In questo articolo spiego come questa idea possa essere applicata al mondo delle scommesse.

L'ipotesi del mercato efficiente

L'ipotesi del mercato efficiente (EMH) è stata l'idea di base del mondo economico per anni. Per farla semplice, questa ipotesi sostiene che i prezzi dei prodotti nei mercati finanziari sono corretti e che non sono pagati di meno o di più rispetto al loro valore.

Se lo osserviamo dal punto di vista delle scommesse, l'EMH suggerirebbe che le quote rappresentano le reali probabilità di un risultato, modificate solamente dai margini del bookmaker. Se l'EMH fosse corretto, nessuno sarebbe in grado di avere profitti sul lungo termine attraverso le scommesse o il trading finanziario, o meglio, qualsiasi profitto a lungo termine sarebbe dovuto alla fortuna e non alle capacità della persona.

Come se non bastasse, in diversi casi l'ipotesi si è dimostrata inesatta. Ad esempio, per tutta la stagione di Premier League di quest'anno, ho più volte sostenuto che le quote sul Leicester non fossero corrette.

Cosa rappresentano le quote?

Considera che anche se un bookmaker conosce le reali probabilità di un risultato, è molto improbabile che pubblichi quote completamente diverse dal resto del mercato perché rischia di offrire la possibilità di arbitraggio nel mercato e/o di non essere competitivo.

Il buon senso suggerisce che se ci sono più trader in un mercato, le quote dovrebbero essere più vicine alla stima reale. D'altra parte, un numero elevato di trader può anche portare a una situazione più caotica.

Nel mondo delle scommesse, il valore reale di un risultato dipende dal risultato stesso. Quindi, se ci chiedessimo "Sono corrette le quote alla pari?", basterebbe effettuare una semplice analisi su tutte le quote alla pari precedenti e vedere se il risultato previsto si è avverato metà delle volte. Nel mondo finanziario, l'assegnazione di un valore reale di un asset è un po' più difficile e per questa ragione i mercati delle scommesse sono utilizzati come microcosmi dei mercati finanziari nelle ricerche universitarie.

Risultati delle quote per le scommesse

Quotare significa soprattutto prevedere quello che gli altri pensano sia la quota corretta. Un metodo brillante per mettere in pratica questo concetto è una competizione in cui degli individui provano a indovinare la cifra che corrisponde ai due terzi di tutti i numeri scelti.

Pinnacle ha eseguito una versione di questo gioco e il numero vincente è stato 20. Come spiega Thaler, che ha eseguito l'esperimento per il Financial Times, sembra che il vincitore rispecchi il profilo di un pensatore di livello 2.

Se tutti i numeri fossero compresi tra 0 e 100, la media dovrebbe essere 50, mentre i due terzi sarebbero 33 (un modo di pensare tipico di un pensatore di livello 1). Tuttavia, se tutti agissero in questo modo, il numero corretto sarebbe i due terzi di questa cifra, vale a dire 22, e questo è il ragionamento di un pensatore di livello 2.

Nel caso continuassimo con queste percentuali all'infinito, l'Equilibrio di Nash (cerca su Google 'A Beautiful Mind’) sarebbe pari a zero. Citazione dal libro: "Se e solamente se tutti i partecipanti pronosticassero zero, nessuno cambierebbe la propria scelta". Per tua informazione, quando Thaler ha organizzato la competizione per il Financial Times, il numero vincente è stato 13.

Valutare le quote corrette

L'elemento principale degli economisti comportamentali è stato confutare l'ipotesi del mercato efficiente e fornire anche possibili cause. In maniera specifica, ho trovato la parte del libro sul mental accounting molto stimolante. Mental accounting si riferisce alle caratteristiche comportamentali che possono limitare l'uso migliore dei nostri soldi.

Due di questi elementi sono la nostra passione per gli affari unita alla nostra avversione per le fregature e al concetto di costi irrecuperabili. Il primo elemento si basa sul fatto che acquistiamo prodotti perché hanno un buon prezzo e non per delle reali necessità, e questo spiega perché così tanti negozi sembrano essere sempre in periodo di saldi.

Anche le fregature le consideriamo in maniera differente. La persona seduta al mio fianco sull'ultimo volo di una compagnia low cost che ho preso, non vedeva l'ora di comprare tre bottiglie monodose di vino a sei euro l'una su un volo di 3 ore e mezza, anche se si lamentava del prezzo delle bevande alcoliche nei pub inglesi.

A ben guardare, non sono così cari quanto i prezzi sul nostro volo, senza considerare che una volta atterrati avrebbe potuto acquistare un'ottima bottiglia di vino a 12 euro . Ciononostante, pagare sei euro su un aereo non le è sembrato una fregatura. Allo stesso modo potremmo essere stati tentati di piazzare una scommessa perché ci sembrava una buona scelta, piuttosto che essere una scommessa con un valore potenziale.

L'altra caratteristica del mental accounting sono i costi irrecuperabili. Ad esempio: chi paga abbonamenti per la palestra tende ad andare in palestra più spesso solamente perché ha pagato, anche se pian piano i suoi allenamenti diminuiscono. Questo ci suggerisce che il pensiero di non utilizzare i soldi già spesi, con il tempo scompare. 

Applicare la finanza comportamentale alle scommesse

Dal punto di vista delle scommesse, una persona deve essere attenta a considerare i costi irrecuperabili. Ad esempio: una scommessa piazzata a novembre sul Manchester United, vincitore della Premier League, non dovrebbe impedire di effettuare una seconda giocata su un'altra squadra a febbraio, grazie a nuove informazioni. Alcuni dei miei amici non riusciranno mai a capire come io possa scommettere, in momenti diversi della competizione, che una squadra arrivi prima nel suo girone e che poi si classifichi ultima. Il pericolo è quello di alzare la posta per riguadagnare i soldi spesi.

In conclusione, ‘Misbehaving: The Making of Behavioural Science’ ci offre una storia di come la teoria economica sia arrivata a una situazione tale da farci pensare che non tutte le persone che prendono parte al mercato agiscono in maniera razionale. Thaler li chiama econs. Come nel caso del suo libro precedente ‘Nudge’, anche questa è una lettura consigliata per chi è interessato ad approfondire il concetto di buonsenso, o della sua mancanza, da parte della massa. 

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