apr 20, 2020
apr 20, 2020

Capire l'effetto alone

L'effetto alone

Lezioni da imparare

Le valutazioni delle scommesse sono influenzate dal pregiudizio?

Capire l'effetto alone

Molte persone scommettono in modo intuitivo. Fanno affidamento sulle proprie conoscenze o sensazioni su una squadra o un giocatore in particolare per valutare in modo immediato le loro possibilità di successo. Sebbene l'intuizione sia affidabile per capire immediatamente se una persona è arrabbiata con noi, non lo è altrettanto per giudicare la probabilità di un evento. Uno dei motivi per cui questo accade è l'effetto alone. Continua a leggere per scoprire il ruolo dell'effetto alone nelle decisioni sulle scommesse.

L'effetto alone

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Per la maggioranza delle persone, queste descrizioni lasciano un'impressione più favorevole di Alan rispetto a Ben. Si tratta di una valutazione discutibile, dato che le caratteristiche riportate sono identiche, anche se presentate in ordine inverso.

Invece di ammettere che l'unica differenza è l'ordine di acquisizione dei dati, la parte pigra del nostro cervello (che in letteratura si chiama Sistema 1) valuta i dati in modo da costruire rapidamente una narrazione coerente.

La caratteristica positiva iniziale, l'intelligenza di Alan, ci spinge a interpretare le altre in modo da confermare questo concetto, mentre con l'invidioso Ben avviene il contrario. Questo fenomeno è noto come effetto alone.

"Si capisce facilmente che le valutazioni delle scommesse sono influenzate dall'ordine di acquisizione delle informazioni"

Ma qual è il rapporto di questo concetto con le scommesse? Se sostituiamo i personaggi con due squadre di calcio o due giocatori di tennis e le descrizioni con risultati o prestazioni, si potrà capire che i giudizi sulle scommesse sono influenzati dall'ordine di acquisizione delle informazioni e sarà chiaro il significato che assumono prestazioni particolari.

Questo tipo di pregiudizio non è l'unico. Siamo suscettibili anche all'euristica della disponibilità, che ci induce ad attribuire un'importanza sproporzionata a eventi o idee più semplici da ricordare. La disponibilità è in gran parte legata all'impatto della nostra risposta emotiva agli eventi, che è maggiore quando questi ultimi lasciano un'impressione più duratura, ad esempio partite con punteggi alti, incontri classici in cinque set, ecc.

Quindi, ora che conosciamo i concetti di effetto alone ed euristica della disponibilità, diamo un'occhiata ad alcuni esempi del mondo delle scommesse in cui si applicano:

La squadra di calcio brasiliana

La venerazione di cui gode la nazionale di calcio brasiliana la distingue da tutte le altre squadre nazionali e, nella mente del pubblico delle scommesse, è sproporzionata rispetto a un apprezzamento realmente oggettivo. È un dato di fatto che la Seleção abbia vinto il Campionato del mondo più volte di qualsiasi altra nazione, ma le sue cinque vittorie sono avvenute in due periodi distinti 1958-70 e 1994-2002, mentre negli ultimi tre tornei la squadra non è riuscita ad arrivare in finale.

I suoi periodi vincenti, a partire dall'età dell'oro di Pelé, Carlos Alberto, Rivelino e così via, hanno creato un "alone" che distorce la percezione di tutte le squadre brasiliane e che viene confermato dall'euristica della disponibilità: spesso si vedono in TV goal miracolosi, in particolare del campionato del 1970 in Messico.

Le generazioni più giovani potrebbero non conoscere eventi di oltre 40 anni fa, ma i media perpetuano l'idea (pregiudizio di conferma) continuando a ribadire insistentemente il concetto che tutti i giocatori brasiliani siano eccezionali. Questa coerenza di valutazione si traduce in una coerenza della narrativa. "Il Brasile ha prodotto molti dei giocatori migliori al mondo, quindi tutti i giocatori brasiliani hanno grandi qualità".

È interessante notare che la sua sorprendente eliminazione dalla Coppa del Mondo 2014, in cui, da squadra di casa e favorita, è stata umiliata 7-1 dalla futura vincitrice, la Germania, potrebbe essere bastata a sradicare quell'alone storico o almeno ad attenuarlo lievemente.

L'effetto alone spiega anche perché viene attribuito un credito sproporzionato a celebri ex calciatori diventati dirigenti. Non ci sono prove statistiche del fatto che un buon giocatore possa diventare un buon allenatore. Mark Hughes è stato un grande giocatore del Manchester United e del Chelsea e ci si attendeva che avesse lo stesso successo come allenatore. L'alone prodotto dagli exploit calcistici porta molti club, fan e scommettitori ad attendersi più di quanto sia realistico da questi personaggi quando scelgono la squadra. Questo concetto è diventato più popolare grazie al libro Moneyball e al film L'arte di vincere.

Alone inverso

L'effetto alone può essere anche inverso. Se arrivate all'hotel prenotato per le vacanze e vi trovate di fronte a un'insegna rotta, il contesto negativo che ne deriva può pregiudicare tutti i giudizi successivi sul soggiorno. Dal punto di vista delle scommesse, una prestazione negativa pregiudica in modo sproporzionato le valutazioni future.

"La nostra mente intuitiva è preziosa e molto potente e spesso può salvarci la vita percependo il pericolo"

Dopo aver sprecato un vantaggio di quattro colpi nel giro finale del Masters 2011 negli Stati Uniti, i giornali etichettarono Rory McIlroy come un giocatore segnato, per non dire di peggio, dalla paura di vincere. Prima del torneo, McIlroy era uno degli astri nascenti del golf, ma un disastroso giro di 80, che si ricorda facilmente dato che tutti hanno potuto notare l'agitazione del giovane golfista (grazie all'euristica della disponibilità), ha cambiato la situazione agli occhi di molti scommettitori. Uno scommettitore in grado di esprimere un giudizio più sensato ne avrebbe beneficiato due mesi dopo, quando McIlroy vinse gli US Open con un margine di otto colpi; successivamente, nel 2012, il golfista vinse il suo secondo major, l'US PGA Championship.

Se l'ordine di questi eventi fosse stato diverso, prima la vittoria di due major e solo dopo il crollo nel giro finale del Master, le valutazioni delle sue prestazioni future sarebbero state più indulgenti. Questo è particolarmente vero se si pensa che McIlroy, in un episodio passato alla storia, abbandonò a metà del secondo giro dell'Honda Classic con un punteggio di +7 sul par e in uno "stato mentale negativo". L'"alone" seguito al grande successo aveva successivamente influenzato le opinioni degli scommettitori sulle possibilità di successo di McIlroy in futuro.

Cosa c'è da imparare

La nostra intuizione è preziosa e molto potente e spesso può salvarci la vita percependo il pericolo Tuttavia, quando si tratta di valutazione statistica non è particolarmente efficace. Il trucco sta nel costringere la mente riflessiva (Sistema 2) a intervenire.

Prima di piazzare una scommessa, è importante cercare deliberatamente tre motivazioni contrarie alla valutazione del valore nominale e usare il maggior numero di dati oggettivi con una dimensione del campione più ampia possibile, ignorando i media mainstream che spesso tendono a semplificare.

Gli scommettitori interessati alla psicologia, che conoscono l'effetto alone, possono esserne ispirati al punto di comunicare le loro nuove conoscenze: questo non significa che l'influenza dell'effetto "alone" sulle scommesse che interessano atleti o squadre diminuisca. Quindi non è tanto importante la conoscenza in sé, ma quanto riesce a incidere sulla comprensione delle situazioni.

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